I bambini colorano il cielo di Gaza

Gara di aquiloni nella Striscia di Gaza – Un’immagine bellissima arriva da Gaza, dopo che ha fatto parlare di sé in tutto il mondo. A renderla così bella hanno pensato i bambini palestinesi , circa 8.000 tra maschietti e femminucce, che ieri  hanno fatto un’impresa degna di far parte del Guinness dei primati. Questi veri protagonisti, che oggi fanno parlare della loro terra, si sono riuniti su una spiaggia dell’enclave controllata dagli islamico-radicali di Hamas  dalla quale  hanno fatto partire più di 4.000 aquiloni per colorare il cielo della Striscia di Gaza.

La notizia di questa notevole impresa è persino arrivata sul sito del giornale israeliano Haaretz, che ha dedicato uno spazio all’iniziativa organizzata dall’UNRWA, l’agenzia dell’ONU che assiste i profughi palestinesi. A  fare da testimoni dell’impresa da Guinness sono stati bambini e ragazzi di età compresa tra i 10 e i 14 anni, che partecipavano al campo estivo patrocinato dall’UNRWA. Fra gli aquiloni, spiccavano quelli con i colori della bandiera palestinese che portavano con sé i messaggi di pace e la solita richiesta di porre fine al blocco israeliano della Striscia.

Tutti gli aquiloni, che hanno colorato il cielo di Gaza, sono stati fatti a mano dai ragazzi del posto, ha precisato il portavoce dell’UNRWA, rivendicando “il nuovo Guinness record” a scapito di una precedente esibizione di massa organizzata in Cina. Il tentativo di rilancio dei campi estivi di Gaza, come segno della vita che torna alla normalità, è al centro dei programmi stagionali promossi è avviati in queste settimane dall’agenzia dell’ONU.

Se da una parte c’è chi si impegna per la pace, dall’altra ci sono quelli che non smettono d’intimidire la popolazione. L’ultimo episodio di questo tipo è accaduto appena due notti fa,  quando è stato devastato proprio uno dei camping dell’UNRWA, non lontano da Gaza City. I responsabili, per il momento definiti come “vandali”, non sono ancora stati individuati , ma si suppone che si tratti di gruppi ultra-integralisti ostili alle iniziative di socializzazione organizzate da stranieri e aperte ai giovani di entrambi i sessi.

I bambini di Gaza meritano, sarete d’accordo con me, un forte applauso.

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Info Emy
Mi chiamo Emina. Vengo dalla Serbia però vivo in Italia dal settembre 2000. Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche ed ho un master in Studi Est-Europei. Per molto tempo ho cercato di trovare me stessa, la mia vocazione. Dal 2010 credo di averla finalmente trovata. La mia vera passione è sempre stata la scrittura. Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo "Il virus balcanico" in Serbia nel 2009, ho passato dei momenti bui. Più che altro si è trattato di una vera crisi esistenziale. Ora ho capito che la mia strada, oltre di quella di scrittrice che non abbandono, è il giornalismo. Lunga strada da percorrere ma importante è iniziare. E io l'ho già fatto. Ho collaborato per un anno e tre mesi con una rivista di lifestyle e moda di Belgrado. Dal luglio 2011 ad aprile 2012 ho collaborato con la rivista italiana online "Che donna". Dal febbraio 2012 fino all'estate del 2013 ho collaborato con un portale serbo dedicato alle donne, "Quello che le donne vogliono". A luglio 2012 sono arrivata a fare la giornalista per una rivista italo - americana, registrata a Tampa nella Florida, chiamata "Italian heritage magazine". Per un anno ho collaborato con l'associazione Trentino Balcani alla realizzazione del blog progetto "60 storie". Nel tempo libero cerco di scrivere il mio primo romanzo in italiano. Contenta e felice di quello che faccio. Andiamo avanti con sorriso, umiltà e felicità.

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