Aiutiamo il popolo somalo..attivati anche tu!

Somalia, situazione al limite – Oggi ci sono tante persone nel mondo che soffrono, che vivono in condizioni disastrose non per la loro scelta. Queste persone, anche se fisicamente molto distanti da noi, hanno dei nomi, dei sogni e speranze come qualunque essere umano del nostro pianeta. Sono loro i protagonisti di oggi, loro cui voce non può non toccare i nostri cuori e le nostre anime. A tutti loro dovremmo dedicare qualche minuto del nostro tempo. Per noi può significare poco per loro invece è molto.

La storia che voglio raccontarvi oggi parla della tragica situazione che colpisce i paesi in via di sviluppo e ci porta nella lontana Somalia dove un bambino su tre è denutrito. Sono circa 10 milioni di persone colpite da siccità e carestia che stanno affliggendo il Corno d’Africa per la scarsità delle precipitazioni degli ultimi due anni e il conseguente innalzamento del prezzo di cibo e acqua. Secondo i dati dell’ONU è la peggiore siccità degli ultimi 60 anni che ha coinvolto 2,6  milioni di persone in Somalia, 3,2 milioni in Kenya, 3.2 in Etiopia, 117 mila in Gibuti, e anche una parte della popolazione in Eritrea. Nell’ultimo mese sono giunti a Mogadiscio almeno 20.000 sfollati di cui molti, soprattutto bambini, soffrono di malnutrizione acuta. I decessi sono purtroppo in aumento. Pensate che un’intera generazione di somali sta scomparendo dalla faccia della terra.

“La situazione umanitaria in Somalia è disastrosa.” Ha dichiarato la scorsa settimana S.E. Monsignor Giorgio Bertin, Presidente dellaCaritas Somalia, amministratore apostolico di Mogadiscio e vescovo di Gibuti. “Nel sud della Somalia – ha aggiunto il prelato – gli effetti della siccità si sommano a 20 anni di vuoto politico e conflitti. Se vogliamo evitare la catastrofe umanitaria occorre agire velocemente.” La parola chiave è proprio agire, e la rete Caritas, che è da anni impegnata nelCorno d’Africa, si è già attivata per dare una chiara ed adeguata risposta a questa crisi. Ma come ogni ente benefico, che collabora con le chiese locali in ambiti diversi, non può fare tutto da sola. Da soli non possiamo fare molto, ma uniti sì che facciamo differenza.

Se ve lo dico è che davvero credo in questa cosa, nell’unità che può rimuovere ogni ostacolo. Uniti si è più forti, ma anche più utili. Anche noi, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa per questa gente che ha bisogno di aiuto per poter semplicemente vivere, per poter vedere i propri bambini crescere sani e salvi. Un loro sorriso e un semplice grazie vale molto più dei soldi. Non lasciamoli soli. La speranza, dicono, muore per ultima. Noi siamo la loro speranza, il loro oggi e il loro domani. Diamogli un futuro migliore, quello che si meritano. Non importa la cifra data, quello che davvero importi è il gesto fatto dal cuore. Ricordatevelo sempre.

Per sostenere gli interventi in corso (specificando nella causale “Carestia Corno d’Africa 2011”) si possono inviare offerte
DIRETTAMENTE A CARITAS ITALIANA tramite:
– C/C POSTALE N. 347013
offerte sono possibili anche tramite i seguenti canali
– UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
– Banca Prossima, via Aurelia 796, Roma – Iban: IT 06 A 03359 01600 100000012474
– Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma – Iban: IT 95 M 03069 05098 100000005384
– Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113
– CartaSi (VISA e MasterCard) telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

ALLA CARITAS DIOCESANA DI CUNEO tramite:
– c/c postale n. 12686119
– c/c bancario 7163 – Banca Regionale Europea, Ag. 1, Via L.Gallo, Cuneo – IBAN IT81L0690610201000000007163
– versamento diretto in orario d’ufficio, presso la sede di Via Amedeo Rossi 28 Cuneo, tel. 0171 605151 (c/o Seminario).

Si noti bene:
solamente le somme versate a Caritas Italiana sono deducibili fiscalmente, a seguito di successivo invio, da parte di quest’ultima, di ricevuta valida ai fini fiscali.

Aiuta oggi perché un giorno forse avrai bisogno anche tu e ci sarà qualcuno a darti una mano.

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Info Emy
Mi chiamo Emina. Vengo dalla Serbia però vivo in Italia dal settembre 2000. Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche ed ho un master in Studi Est-Europei. Per molto tempo ho cercato di trovare me stessa, la mia vocazione. Dal 2010 credo di averla finalmente trovata. La mia vera passione è sempre stata la scrittura. Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo "Il virus balcanico" in Serbia nel 2009, ho passato dei momenti bui. Più che altro si è trattato di una vera crisi esistenziale. Ora ho capito che la mia strada, oltre di quella di scrittrice che non abbandono, è il giornalismo. Lunga strada da percorrere ma importante è iniziare. E io l'ho già fatto. Ho collaborato per un anno e tre mesi con una rivista di lifestyle e moda di Belgrado. Dal luglio 2011 ad aprile 2012 ho collaborato con la rivista italiana online "Che donna". Dal febbraio 2012 fino all'estate del 2013 ho collaborato con un portale serbo dedicato alle donne, "Quello che le donne vogliono". A luglio 2012 sono arrivata a fare la giornalista per una rivista italo - americana, registrata a Tampa nella Florida, chiamata "Italian heritage magazine". Per un anno ho collaborato con l'associazione Trentino Balcani alla realizzazione del blog progetto "60 storie". Nel tempo libero cerco di scrivere il mio primo romanzo in italiano. Contenta e felice di quello che faccio. Andiamo avanti con sorriso, umiltà e felicità.

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