Chi vincerà il Nobel per la letteratura?

ImageHARUKI MURAKAMI IL FAVORITO DI QUEST’ANNO – In vetta della lista di probabili vincitori del noto premio Nobel per la letteratura c’è anche lui, lo scrittore giapponese Haruki Marukami. Secondo le agenzie di scommesse britannici, rappresentante della beat generation è il favorito alla corsa per l’ambito premio quest’anno, e come riporta il sito Ladbrokers, gli viene dato 10/1.

Gli amanti del genere amano molto i suoi bestseller, tra cui figurano Kafka sulla spiaggia, L’uccello che girava le viti del mondo, il più noto Norwegian wood (conosciuto anche con il titolo Tokio blues). L’ultimo libro dell’autore, un vero successo, è IQ84.

Tra altri nomi in lizza, spuntano Bob Dylan, dato 33/1, Mo Yan e Cees Nooteboom, entrambi dati 12/1, Cormac Mccarthy e Philip Rooth (16/1). Ci sono anche gli autori italiani come Umberto Eco (20/1), Andrea Camilleri (50/1), Claudio Magris (66/1) e Roberto Savignano (100/1). C’è anche un’italiana tra i possibili vincitori, la scrittrice Dacia Mairani.

Che vinca il migliore!

 

Non smettere di sognare

Era da tempo che non scrivevo. Era come se avessi qualche blocco e che la fontana delle parole avesse smesso di lavorare bene. Per me scrivere era sempre stato un hobby, soltanto, una piccola valvola di sfogo che mi permetteva di liberarmi di certe emozioni facenti parte della mia vita quotidiana. Scrivevo per me stessa, avrebbe detto mia madre, anche se a dire la verità lo facevo pure per gli altri. Già alle elementari portai a casa il primo premio letterario, che vinsi per aver scritto la migliore storia breve in un concorso interscolastico.

Poi, a liceo, la mia professoressa di letteratura mi convinse di liberarmi della timidezza e di prendere attivamente il posto della redattrice nella rivista liceale. Essendo il liceo linguistico, la rivista trattava gli argomenti di questo genere, e io scrivevo per di più la poesia. Era il modo migliore per esprimermi e per farmi capire. La cosa beffa è che scrivevo anche per i compagni di classe, alla loro richiesta, quando soffrivano per l’amore. Loro mi raccontavano le storie e io dovevo renderle poetiche, toccanti per le loro dolci metà con i quali a volte litigavano.

La scrittura mi aiutava di essere me stessa, soprattutto perché non ero in buoni rapporti con il mio io esteriore. Mi sentivo da sempre diversa dagli altri, per il semplice fatto che da bambina ebbi problemi di salute e di conseguenza cominciai a camminare tardi, a 4 anni. Scrivendo potevo essere chiunque, una persona come tutte le altre, con forse una fantasia un po’ più marcata. Quando, poi, a metà del terzo anno di liceo cominciarono i bombardamenti della Serbia, usai la scrittura come una scala che mi permetteva di salire e di allontanarmi da tutto quel casino, dalle sirene, gli aerei e la paura che cresceva dal giorno in giorno.

Quei mesi di primavera ed estate del 1999 mi cambiarono molto. Era in quel periodo che capii che dovevo andarmene. Mamma aveva saputo del corso diplomatico a Gorizia, e me ne aveva parlato così, come una cosa che si racconta, un semplice fatto di cui chiacchierare. Io, che sognavo di laurearmi in lingue, di un colpo volevo assecondare i sogni irreali, che facevo da bambina, dichiarando a tutti che volevo fare l’ambasciatrice un giorno. Il diavolo, credo, si era impossessato di me, altrimenti oggi non saprei spiegare cosa mi avesse spinto allora a fare quella decisione. Forse la risposta è piuttosto semplice  – era l’unico modo per andarmene, e all’epoca questo era il mio unico pensiero.

All’arrivo in Italia, forse spinta dalla nostalgia, la mancanza di quel mondo che anche se odiavo era l’unico che conoscevo bene, cominciai a scrivere. In una stanza lunga che faceva da sala studio in un convitto studentesco, dove trovai la macchina da scrivere, nacquero le prime pagine di un romanzo ambientato tra i miei Balcani e l’Italia. Lo stesso che fu pubblicato nel 2009. Quanto ero orgogliosa mentre tenevo tra le mani la prima copia che regalai poi a un amico incontrato a Belgrado quell’autunno.

Quel libro però aveva ad un certo punto creato più danni che bene. Non capivo chi ero. La donna che voleva fare l’ambasciatrice che però non riusciva a trovare lavoro in quell’ambito, oppure la ragazzina adulta che nello scrivere vedeva sé stessa e il suo futuro, seppur incerto. Siete mai stati depressi? Beh, io sì. Ero caduta così in basso che non riuscivo a tirarmi su. Quando, però, una amica mi propose di scrivere per una nuova rivista di lifestyle che nasceva a Belgrado, senza nemmeno pensarci dissi sì. Era forse il destino che le cose andassero così, non so, però qualcosa cambiò in me quel giorno. Per la prima volta nella vita fui consapevole del fatto che lo scrivere aveva smesso di essere soltanto un hobby. Era qualcosa di più grande e di più forte. Era il sogno ritrovato che non dovevo perdere di nuovo.

Ed eccomi, pronta a continuare a coltivare quel sogno e a fare sì che rimanga sempre vivo nel mio cuore. Nella mia anima che per la prima volta si trova sulla strada giusta. La strada che porta a un futuro scritto con le parole, animato dai suoni e dalle immagini. La parola d’ordine d’ora e in avanti: Non smettere di sognare. MAI. 

Il mondo intorno a me

E’ un’estate calda, torrida, questa. Da dodici anni, che vivo in Italia, non mi capitava di vivere le giornate così hot. La pioggia se n’è andata da un pezzo, chissà dove si nasconde, ed evita, di proposito ne sono certa, la mia città. La mia, lo è diventata col passare degli anni, anche se non sono nata a Trento, e l’unico, pur sempre forte, legame che ho qui sono i miei genitori.

Trento, dicevo, vi sono arrivata in una giornata di settembre, nel lontano 2000. Quel giorno sì che pioveva. Avevo lasciato il mio paese d’origine, che al momento mi andava stretto e volevo solo andarmene, in seguito dei bombardamenti della NATO che mi hanno cambiato molto. A dire la verità, sognavo di viaggiare anche da bambina, di conoscere i luoghi lontani e diversi da quella cittadina nell’ovest della Serbia in cui ero nata, ma forse per vivere lontano non sarei mai stata pronta se non fossi stata stufa del regime e dell’isolamento in cui la mia patria era caduta col passare degli anni. In pochi mesi avevo imparato l’italiano, sicura della mia ammissione all’università di Trieste, mentre tutti continuavano di dirmi che ero matta. Loro ci hanno bombardato, e tu, vuoi andare a studiare lì. Sei pazza.

Però non lo ero. Era la decisione più saggia che mai avessi fatto. Forse non in quanto alla scelta degli studi, ma ora non si può tornare indietro e cambiare le cose. Mi sarebbe, però, piaciuto se me ne fossi resa conto prima di quanto amavo scrivere e che non era soltanto un hobby, ma qualcosa di molto importante per me. Forse avrei potuto studiare il giornalismo, ma ci sono arrivata lo stesso, anche se per puro caso e dopo aver pubblicato il libro.

Ed eccomi qui, a capire cosa voglio fare da grande. A 32 anni posso comunque ritenermi fortunata. A qualcuno questo capita in una età avanzata, talvolta troppo tardi, oppure non arriva a rendersene conto di fare un lavoro che in realtà non lo soddisfa per nulla. In questi due anni di scrittura ho imparato molte cose, soprattutto a livello personale. Ho lasciato alle spalle le incertezze ed i momenti bui che ne erano la conseguenza diretta. Non ho ancora un lavoro normale, stabile, ma faccio quello che amo. Scrivo. E’ divertente lavorare in più lingue. Un po’ come quello che faccio su altro blog, più personale, From Italy With Love. E sono felice nonostante tutto. Ho pure iniziato a lavorare su nuovo libro. E piano piano il mondo che mi circonda diventerà perfetto.

Era così che avevo chiamato questo spazio, abbandonato per tanto tempo, Il mondo intorno a me. Ora, però, ci voglio tornare per riempirlo di gioia, dolori e tristezze, pensieri e notizie, colori e suoni. Con la speranza di riuscire a farmi sentire, capire, ascoltare, dalla gente.

Benvenuti al mio mondo!

Gli spot ingannevoli del 4.81.82: come denunciarli all’Agcm

D I S . A M B . I G U A N D O

Da luglio vanno in onda a ripetizione su Mediaset alcuni spot truffaldini che Walter, lettore di questo blog, mi ha segnalato mentre ero in vacanza:

«Da circa un mesetto le reti Mediaset trasmettono uno spot assurdo in cui testimonial più o meno noti (tipo Marco Predolin) invitano i telespettatori a partecipare ad un’estrazione che mette in palio un Ipad e 500 euro di ricarica.

Per aderire basta mandare un SMS al 4.81.82 contenente la risposta alla domanda idiota che viene posta dal testimonial di turno (esempio: chi è il miglior amico dell’uomo? Il cane o il gatto?).

Spot 4.81.82 fermo immagine

Il problema è che la demenzialità della domanda spinge i telespettatori “più ingenui” a partecipare senza sapere esattamente a cosa vanno incontro, dato che le condizioni del servizio sono scritte piccole piccole sul lato dello schermo.

Cosa c’è scritto? Che mandando l’SMS non solo si acquisisce il diritto di partecipare all’estrazione, ma…

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Io amo L'Italia ,io amo L'Albania, io amo L'Europa e il mondo intero.. .siamo tutti di passaggio in questo pianeta,quindi non bisogna essere egoisti,avidi,ma bisogna essere generosi con chi è meno fortunato di noi...io dono serenità se non ho cose materiali da offrire...basta anche un sorriso ...