L’incontro delle anime vaganti

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La notte buia e fredda avvolgeva la città come un mantello. La campana dell’antico monastero francescano salutò con 12 rintocchi l’arrivo del nuovo giorno mentre una giovane donna, capelli lunghi, neri e spettinati, attraversava a passo svelto e decisivo la piazzetta incurante degli occhi grandi e blu scuri come cielo che la seguivano con interesse.

La ragazza si girava di continuo come se si fosse accorta della presenza dell’uomo misterioso i cui occhi, nascosti nella penombra del palazzo di fronte, non si staccavano da lei nemmeno per un secondo. Erano legati da un filo invisibile ma presente, distanti e nello stesso tempo vicini l’uno all’altra.

La straniera scappava – ma da chi o cosa – l’uomo non smetteva di chiederselo. Lui era capace di riconoscere un evaso da qualsiasi distanza. Qualcosa nei movimenti della sconosciuta gli diceva di essere simili, non tanto nell’aspetto, lei era molto più bella, quanto nell’anima. Entrambi correvano, non conoscendo la meta, né quando e dove la loro corsa sarebbe finita.

Lei continuava con i suoi giri e lui la seguiva dalla distanza di sicurezza. Sembrava che danzasse un ballo nuovo, allegro oppure triste, non sapeva come descrivere al meglio i passi disconnessi della ragazza. La sua gonna rosso scarlatto svolazzava nell’aria. La leggera brezza del vento estivo scompigliava i suoi capelli disordinati.

Di improvviso si era girata nella sua direzione, lasciando che il chiarore della luna le illuminasse il viso. Anche i suoi occhi neri brillavano, di gioia, felicità e di un pizzico di follia, la stessa che lui conosceva molto bene. La stessa pazzia che lo aveva spinto di uscire dal nascondiglio e di raggiungerla.

Di un tratto era lì, a pochi passi da lei. I loro sguardi interrogatori e furiosi si stavano intrecciando, come le loro storie di vita. Due personaggi distinti, lo stesso destino. Destino di chi una casa non ce l’ha, né un luogo in cui essere al sicuro. Il destino di due persone che fuggono per ritrovarsi. Sulla stessa strada, nella stessa piazza, nel cuore della notte, fredda e buia, illuminata da un faro della luna sorridente a due fuggitivi e un cane.

La donna non l’aveva subito notato. Era concentrata sullo straniero dagli occhi blu come cielo di quella notte che la fissava. Come aveva osato di interromperla nella sua danza disarmonica con la quale salutava il mondo? Voleva fargli mille domande ma il silenzio era calato come un sipario pesante tra i due fuggiaschi. Si dicevano tutto e niente soltanto con gli occhi scintillanti dalla compressione, dalla rabbia e dal reciproco riconoscimento. Un legame appena nato sotto gli occhi di un testimone a quattro zampe che per sigillarlo cominciò ad abbaiare in segno di approvazione.

Lo straniero dal mantello nero che sembrava essere uscito da qualche film western, accompagnato dal cane di piccola taglia, sempre di colore nero,e la sconosciuta con la gonna rossa da ballerina di flamenco. I due fuggitivi in ricerca di se stessi che una notte della mezzaluna ha visto riunire finalmente le proprie anime come scritto dal destino.

Tu, tu che adesso osservi la stessa luna, ci credi nel destino?

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Info Emy
Mi chiamo Emina. Vengo dalla Serbia però vivo in Italia dal settembre 2000. Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche ed ho un master in Studi Est-Europei. Per molto tempo ho cercato di trovare me stessa, la mia vocazione. Dal 2010 credo di averla finalmente trovata. La mia vera passione è sempre stata la scrittura. Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo "Il virus balcanico" in Serbia nel 2009, ho passato dei momenti bui. Più che altro si è trattato di una vera crisi esistenziale. Ora ho capito che la mia strada, oltre di quella di scrittrice che non abbandono, è il giornalismo. Lunga strada da percorrere ma importante è iniziare. E io l'ho già fatto. Ho collaborato per un anno e tre mesi con una rivista di lifestyle e moda di Belgrado. Dal luglio 2011 ad aprile 2012 ho collaborato con la rivista italiana online "Che donna". Dal febbraio 2012 fino all'estate del 2013 ho collaborato con un portale serbo dedicato alle donne, "Quello che le donne vogliono". A luglio 2012 sono arrivata a fare la giornalista per una rivista italo - americana, registrata a Tampa nella Florida, chiamata "Italian heritage magazine". Per un anno ho collaborato con l'associazione Trentino Balcani alla realizzazione del blog progetto "60 storie". Nel tempo libero cerco di scrivere il mio primo romanzo in italiano. Contenta e felice di quello che faccio. Andiamo avanti con sorriso, umiltà e felicità.

5 Responses to L’incontro delle anime vaganti

  1. newwhitebear says:

    Premetto che questo post mi è piaciuto molto per il clima con il quale hai avvolto le parole e quella sensazione di moto e di curiosità che pervadono i protagonisti.
    Adesso passiamo alla domanda finale. Credo nel destino? Certamente . Ogni nostra scelta o azione è già segnata da qualche parte.

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