Libri: La collina del vento

Ci sono diversi tipi di libri.  Ci sono quelli che ti scelgono senza che ti accorgi, che ti toccano con il titolo, oppure incuriosiscono con la copertina invitante e non puoi a fare altro che arrenderti. E ci sono, poi, quelli che vengono sulla tua strada dietro un consiglio letterario di una commessa chiacchierona della tua libreria preferita, o di un sconosciuto in treno che non può trattenersi dal coinvolgerti nella sua lettura del momento, o semplicemente di una persona appassionata come te, che sa impiegare le parole giuste per incuriosirti e invogliarti a scegliere un libro che forse, in altre circostanze, non avresti nemmeno degnato di uno sguardo.

Non conoscevo Carmine Abate, né l’avevo mai sentito nominare prima di essere stata conquistata da una delle recensioni mute di Eduardo Varcasia che aveva proprio per oggetto un suo romanzo, “La collina del vento”, lo stesso che, molti mesi dopo, mi avrebbe cercata, ritrovata, o meglio, ci trovammo a vicenda.

Ogni libro è sempre un nuovo viaggio, e la narrativa di Abate mi aveva potato in una Calabria magica, di colori e profumi intensi, forti, che ti inebriano la mente, mentre il vento che soffia sulle pendici del Rossarco ti accarezza lievemente il viso. Proprio Rossarco, leggendaria ed enigmatica collina custodisce le profonde radici della famiglia Arcuri, i cui vicende appassionano lettore dall’inizio alla fine.

La collina del vento è una bella saga familiare, di quelle che piacciono a me, che racconta la storia degli Arcuri dall’inizio del ‘900 ai giorni nostri. Una famiglia forte, unita, orgogliosa che non si lascia piegare dai più “forti”, che resiste a tutte le avversità possibili, in una cornice storica che ha per co-protagonisti i latifondisti locali incarnati in don Lieo, crudele e impassibile, non mancano gli invidiosi e nemmeno mafiosi senza scrupolo, neppure gli studiosi come l’archeologo Paolo Orsi in ricerca di una città antica di nome Krimisa. Tre generazioni a confronto, Alberto il capostipite, Arturo, Michelangelo figlio di quest’ultimo, donna Sofia moglie di Alberto, donna Lina, moglie di Arturo, Ninnabella, sorella di Michelangelo, e le storie, segreti, da tramandare, raccontare, scoprire pagina dopo pagina. La scrittura incantevole di Abate, imbellita dai dialoghi in dialetto, le descrizioni della collina, e non solo, che ti danno la possibilità di vivere, quasi per davvero, in quei luoghi da sogno e di sentire i profumi di quel Rossarco a pochi chilometri dal mar Ionio.

Un romanzo che mi ha conquistato dalle prime pagine e che consiglio vivamente.

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Info Emy
Mi chiamo Emina. Vengo dalla Serbia però vivo in Italia dal settembre 2000. Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche ed ho un master in Studi Est-Europei. Per molto tempo ho cercato di trovare me stessa, la mia vocazione. Dal 2010 credo di averla finalmente trovata. La mia vera passione è sempre stata la scrittura. Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo "Il virus balcanico" in Serbia nel 2009, ho passato dei momenti bui. Più che altro si è trattato di una vera crisi esistenziale. Ora ho capito che la mia strada, oltre di quella di scrittrice che non abbandono, è il giornalismo. Lunga strada da percorrere ma importante è iniziare. E io l'ho già fatto. Ho collaborato per un anno e tre mesi con una rivista di lifestyle e moda di Belgrado. Dal luglio 2011 ad aprile 2012 ho collaborato con la rivista italiana online "Che donna". Dal febbraio 2012 fino all'estate del 2013 ho collaborato con un portale serbo dedicato alle donne, "Quello che le donne vogliono". A luglio 2012 sono arrivata a fare la giornalista per una rivista italo - americana, registrata a Tampa nella Florida, chiamata "Italian heritage magazine". Per un anno ho collaborato con l'associazione Trentino Balcani alla realizzazione del blog progetto "60 storie". Nel tempo libero cerco di scrivere il mio primo romanzo in italiano. Contenta e felice di quello che faccio. Andiamo avanti con sorriso, umiltà e felicità.

3 Responses to Libri: La collina del vento

  1. newwhitebear says:

    Ne avevo sentito parlare bene. Tu mi confermi la bontà del romanzo. Quasi quasi sono tentato dall’acquisto.
    Felice serata
    Gian Paolo

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