Libri: Lo sceicco (The Sheik)

Quando fu pubblicato Lo Sceicco nel 1919 destò un tale clamore per le scene forti che per l’epoca furono un vero scandalo. Dal libro, considerato il primo del genere romanzi d’amore, nel 1922  fu poi tratto l’omonimo film muto con Rodolfo Valentino. Ignoravo l’esistenza del libro e forse non l’avrei nemmeno considerato se non fosse stato per una scrittrice argentina scoperta quest’anno, che si era ispirata alle vicende narrate dalla E. M. Hull per una saga familiare arabo-argentina. Le amiche del gruppo Facebook dedicato all’autrice di questa saga mi avevano proposto di partecipare alla lettura collettiva di Lo sceicco, che ha culminato nel dibattito tenuto stasera.

TheSheik

Il libro narra di una relazione morbosa, crudele, amorosa per certi versi visti i presunti sentimenti forti che uniranno i personaggi alla fine, tra l’arabo Ahmed Ben Hassan e l’aristocratica inglese Diana Mayo.

Diana è giovane, rica e molto indipendente. Vive con il fratello Sir Aubrey che si ha preso cura di lei dopo la morte dei genitori ma che l’ha sempre trattata esclusivamente come se fosse un maschio. Diana è uno spirito ribelle e vive la vita come se fosse un’avventura. Così inizia il suo viaggio nella scoperta del deserte algerino. Nonostante cerchino a dissuaderla, lei, un poco superba, ingenua ma decisa, abituata che la sua sia l’ultima, parte in viaggio che cambierà la sua vita in modo che non si aspetta nemmeno.

La spedizione inizia bene finché il suo gruppo viene attaccato da una tribù araba, la sua guida uccisa, almeno così sembra, e lei portata via. Giorni prima, nella città di Biskra, Diana viene adocchiata da un uomo, un crudele sceicco, che poi si scoprirà essere anche lui un aristocratico per metà spagnolo e inglese, che in realtà è la guida di quei balordi incivili colpevoli dell’”incidente” subito.

Quando si sveglia, la giovane si accorge di essere in luogo a lei sconosciuto e a sua sorpresa scopre di essere sequestrata da un arabe cattivo. Lo odia dal primo istante ma l’uomo, abituato a comandare, le promette che l’avrebbe domata. Così diventa il suo carceriere. L’ha vista a Biskra, l’ha scelta e per lui è solo un capriccio in più. Lui prende quello che vuole e basta. E lei, ribelle che è, non ci sta. Lo odia e rifiuta con tutta se stessa. Ma lui la prende lo stesso, con forza. Violazione in piena regola, psicologica e carnale. Continua.

Lei che fa? Cerca di scappare quando lui non c’è. È un ottima cavallerizza. Lui, che ha dei cavali pregiati, forti, veloci, la ritrova. La riprende con se e ovviamente esige la sua più totale obbedienza. Che col tempo otterrà. La sottomette totalmente. Invece di odiarlo di più, lei si accorge, proprio quando scappa, di provare qualcosa per lui!? Si innamora! In pochi capitoli passa da un odio più totale al quasi dichiarare il suo amore all’aguzzino. Un caso tipico del sindrome di Stoccolma ma, sarà davvero così? E lo sceicco? È un animale, guidato da istinto puro o c’è qualcosa di sentimentale in lui?

Scritto abbastanza bene, considerando che sono passati 90 e passa anni dalla sua uscita. Ho apprezzato molto le descrizioni di paesaggi incantevoli del deserto. Ci sono troppi cliché e pregiudizi, sicuramente tipici per quel tempo, arabi selvaggi, sporchi, impietosi. Non si capisce come una donna possa provare così in fretta dei sentimenti così forti per uno disdicevole come Ahmed. Affascinante per certi aspetti, ma pur sempre una bestia, che ama solo i propri cavalli e basta. La narrazione è concentrata troppo sulla vittima, perché Diana è una vittima di se stessa, della sua superbia a tratti irritante che quasi sembra si trovasse in quella situazione per proprio volere. L’autrice si è poco centrata sullo sceicco e solo quasi alla fine si scopre qualcosa di più di questo arabo che forse non è quello che sembra. Almeno non del tutto.

Finale? Happy end? Per come va dall’inizio alla fine la storia, forse è un vissero contenti e felici troppo scontato, o alquanto esagerato. O entrambi.

L’amore, per come l’ho sempre visto, nasce dal reciproco rispetto e sentimento, non dalla forza con la quale può essere imposto. Che ci siano le donne, come Diana, che si innamorano di propri carnefici è un dato di fatto che si spiega con la sopra menzionato sindrome di Stoccolma. Non dico che non possa capitare. Ma sarà un sentimento vero? Nella finzione può succedere di tutto. La vita, poi, è un altra cosa.

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Info Emy
Mi chiamo Emina. Vengo dalla Serbia però vivo in Italia dal settembre 2000. Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche ed ho un master in Studi Est-Europei. Per molto tempo ho cercato di trovare me stessa, la mia vocazione. Dal 2010 credo di averla finalmente trovata. La mia vera passione è sempre stata la scrittura. Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo "Il virus balcanico" in Serbia nel 2009, ho passato dei momenti bui. Più che altro si è trattato di una vera crisi esistenziale. Ora ho capito che la mia strada, oltre di quella di scrittrice che non abbandono, è il giornalismo. Lunga strada da percorrere ma importante è iniziare. E io l'ho già fatto. Ho collaborato per un anno e tre mesi con una rivista di lifestyle e moda di Belgrado. Dal luglio 2011 ad aprile 2012 ho collaborato con la rivista italiana online "Che donna". Dal febbraio 2012 fino all'estate del 2013 ho collaborato con un portale serbo dedicato alle donne, "Quello che le donne vogliono". A luglio 2012 sono arrivata a fare la giornalista per una rivista italo - americana, registrata a Tampa nella Florida, chiamata "Italian heritage magazine". Per un anno ho collaborato con l'associazione Trentino Balcani alla realizzazione del blog progetto "60 storie". Nel tempo libero cerco di scrivere il mio primo romanzo in italiano. Contenta e felice di quello che faccio. Andiamo avanti con sorriso, umiltà e felicità.

One Response to Libri: Lo sceicco (The Sheik)

  1. newwhitebear says:

    Conoscevo il film, famossimo ma non sapevo che esistesse un romanzo dal quale il film è stato tratto. Ottima recensione che unisce alla storia anche le tue considerazioni che trovo logiche e razionali. La finzione è una cosa, la vita reale un mondo diverso.
    Serena serata
    Un abbraccio

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