Libri: Lezione di tango

Ogni anno, per il compleanno, mi regalo dei libri. Questa volta, a ispirarmi, è stata la scrittrice e sceneggiatrice argentina Elsa Osorio di cui avevo sentito parlare molto bene. Nella mia lunghissima wishlist, da qualche tempo, c’era il suo romanzo “Lezione di tango”. Essendo da tempo appassionata di lontano sud, ho pensato che sarebbe stato il regalo perfetto così, non trovandolo nella versione cartacea nella libreria della zona e impaziente ad averlo ho optato per la versione ebook esistente solo nella lingua originale, che per fortuna parlo abbastanza bene.

Ogni libro è un nuovo viaggio e che lo leggessi proprio durante il viaggio di compleanno era soltanto una coincidenza. Se il treno mi portava verso la vicina Austria, Elsa Osorio, con le parole e nel ritmo di tango, un ballo che mi aveva già affascinato in un altro romanzo feuilleton letto di recente, mi aveva riportato in quel paese lontano che sogno di visitare un giorno. Un Argentina affascinante quanto dolorosa, sapientemente raccontata da un narratore straordinario che è il tango, quel pensiero triste che si balla, e che aveva unito due famiglie alla fine di ‘800, dei Lasalle e dei Montes.

Si parte da una Parigi tanghera in cui vive la giovane sociologa Ana Lasalle, emigrata nella città sulla Senna negli anni settanta con la famiglia, in seguito alla dittatura militare che aveva visto suo padre, Hernán, arrestato. Lei è sotto ogni aspetto francese, rifiuta le sue origini che le portano soltanto dei ricordi tristi e il forte sentimento di odio che prova per il nonno César, se non per quella passione sfrenata per il tango. Saranno proprio i passi del popolare ballo argentino a farle conoscere Luis, un giovane regista argentino di passaggio a Parigi dove cerca non solo i finanziatori per una serie di documentari ma anche la creatività che sembra l’avesse completamente abbandonato in quell’Argentina sprofondata nella forte crisi economica.

Non è però solo tango a unire i due, che sembrano ma non sono i principali personaggi del libro. Ci sono legami molto più forti, che vedono gli antenati di Ana e Luis unirsi in una storia familiare che vive al di là del tempo, al di là della ragione e sentimento. Il protagonista assoluto il ballo, che Luis vuole raccontare nel suo film, considerato immorale all’epoca ma al cui fascino e il richiamo è impossibile resistere o rimanere immuni. Il ballo dell’amore proibito, passione che brucia da dentro e conquista i corpi e i cuori dei ballerini. Il ballo che evolve nel tempo, cambia inesorabilmente, emoziona. Le due famiglie raccontate nel periodo dalla fine di ‘800, quando nasce il tango, agli anni ’30. Un paese che vede arrivare tantissimi immigranti, un paese di lotta dei lavoratori, tumulti interiori, proteste. E tango, sempre lì ad avvolgere nel suo eterno abbraccio chi ne ha bisogno. I giochi di potere, le bugie, bordelli, cabaret, una città che non dorme mai. Musicisti, ballerini, attori presunti e tali. Cantanti di tango. Tango, sempre lui da primadonna che primeggia sulla scena e racconta le vicende dei personaggi. Una saga familiare al ritmo di tango da non perdere.

E il prologo che emoziona, non lascia indifferenti. Una Buenos Aires attuale, non più così lontana, così detestabile. E una giovane tanghera che forse, in fin dei conti, non è quello che credeva sempre di essere.

Il libro è scritto bene. All’inizio, forse, è facile perdersi per i numerosi personaggi, alcuni con lo stesso nome, che può destare la confusione. La scrittrice spesso passa dalla terza persona singolare alla prima, nel racconto, e per chi non è abituato, forse seguire potrebbe essere difficile. Una volta, però, preso il ritmo, ci si fa trasportare con leggerezza dentro di quel tango immortale, vivo e focoso, che continua coinvolgerti, chiamarti, persino quando porti la lettura al termine. Proprio come direbbe il caro Borges: “Benché la daga ostile o un’altra lama, il tempo, li abbia spenti nel fango. Oggi di là dal tempo e dall’infausta Morte, quei morti vivono nel Tango”.

Inutile dire che mi è piaciuto molto, vero?

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Info Emy
Mi chiamo Emina. Vengo dalla Serbia però vivo in Italia dal settembre 2000. Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche ed ho un master in Studi Est-Europei. Per molto tempo ho cercato di trovare me stessa, la mia vocazione. Dal 2010 credo di averla finalmente trovata. La mia vera passione è sempre stata la scrittura. Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo "Il virus balcanico" in Serbia nel 2009, ho passato dei momenti bui. Più che altro si è trattato di una vera crisi esistenziale. Ora ho capito che la mia strada, oltre di quella di scrittrice che non abbandono, è il giornalismo. Lunga strada da percorrere ma importante è iniziare. E io l'ho già fatto. Ho collaborato per un anno e tre mesi con una rivista di lifestyle e moda di Belgrado. Dal luglio 2011 ad aprile 2012 ho collaborato con la rivista italiana online "Che donna". Dal febbraio 2012 fino all'estate del 2013 ho collaborato con un portale serbo dedicato alle donne, "Quello che le donne vogliono". A luglio 2012 sono arrivata a fare la giornalista per una rivista italo - americana, registrata a Tampa nella Florida, chiamata "Italian heritage magazine". Per un anno ho collaborato con l'associazione Trentino Balcani alla realizzazione del blog progetto "60 storie". Nel tempo libero cerco di scrivere il mio primo romanzo in italiano. Contenta e felice di quello che faccio. Andiamo avanti con sorriso, umiltà e felicità.

3 Responses to Libri: Lezione di tango

  1. newwhitebear says:

    Mi hai convinto! L’ho appena ordinato dovrebbe arrivare lunedì o martedì (versione italiana).
    Con l’occasione ti faccio i miei migliori auguri perché tu possa trascorrere un Natale felice e sereno.
    Ah! dimenticavo. Non so quando era il tuo compleanno ma anche se in ritardo. Buon Compleanno.

    • Emy says:

      Sono felice di sentire che l’hai ordinato! Poi mi dirai! Il mio compleanno era il 4 dicembre, grazie per gli auguri! Oltre a questo, mi sono regalata uno cartaceo, l’ordine di Libraccio, pensa, è arrivato proprio mentre ero in viaggio.

      Grazie, adoro le festività natalizie anche se, da ortodossa, festeggio il Natale il 7 gennaio. Però, vivendo in Italia da molto, ho due feste di natività, meglio no? Buone feste! Un abbraccio!

      • newwhitebear says:

        Dovrei ritirarlo lunedì o martedì prossimo. Poi ti dico.
        Ecco perché ti piacciono viaggi e novità.
        Doppie feste, doppio tutto.
        Spero che tutte le feste da qui al 7 gennaio siano serene e allegre.
        Un abbraccio

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