Addio, Virna

Virna era bella. Bellissima. Ma non era la sua bellezza che la contraddistingueva dalle altre. Lei era anche brava. Era intelligente. E quando recitava, emozionava chi le stava di fronte. Di una espressività straordinaria, aveva interpretato delle donne straordinarie, proprio come lo era lei, forti, toste, senza mai scendere a compromessi, emozionandoci fino alle lacrime. Questa mattina, accendendo la tv, ho visto quello sguardo intenso, quel suo sorriso abbagliante. Parlavano di lei nel passato. Mi ci è voluto troppo per capire, forse deliberatamente, il vero significato di quelle parole che causavano la tristezza, il dolore stordente e muto.

Ho sempre amato il cinema italiano. Un legame affettivo che si è consolidato ancora di più, diventando sempre più forte, da quando mi ero trasferita in Italia. Ci sono tante attrici che ho apprezzato per la loro bravura, la loro bellezza ma nessuna era riuscita a darmi quell’impatto emotivo, che fa vibrare l’anima, tranne lei. Lei che quando vedevo sul piccolo o grande schermo che sia mi si illuminava il viso. Quando sorrideva, ed era un sorriso franco, aperto, non vedevo in lei solo la grande stella cinematografica e televisiva. Vedevo, soprattutto, l’essere umano. La donna straordinaria che per la sua età poteva essere mia nonna. In effetti, se ci penso, erano proprio coetanee.

Virna Pieralisi, era il suo vero nome, si è spenta stamattina nella sua casa romana. Aveva 78 anni. Nella sua lunga carriera, aveva ottenuto il primo contratto a soli 14 anni,  ha girato più di 100 film e vinto vari premi: sei Nastri d’argento, un premio per la migliore interpretazione femminile a Cannes, quattro David di Donatello, di cui due alla carriera.  Debuttò nel 1953 nel “E Napoli canta”, seguito da “La donna del giorno”, nel 1956, di Francesco Maselli. Dopo aver conquistato Cannes con “Signore & Signori” di Pietro Germi, arriva la grande occasione hollywoodiana. Il suo primo film americano era la commedia “Come uccidere vostra moglie, in cui il suo partner fu Jack Lemmon. Sembrava l’inizio di una carriera brillante, ma, nonostante avesse lavorato al fianco di grandi attori, come Frank Sinatra che si era innamorato di lei, Virna non si sentiva a suo aggio nei panni della bambola sexy, bionda e svampita. Rifiutò, così, la grande opportunità che molte di sue colleghe avrebbero afferrato senza pensarci. Molte, sì, ma non lei. Quel mondo non le piaceva per niente. Non la divertiva. Lei era una donna di sani principi, religiosa, molto, e alle luci di Hollywood ha preferito la famiglia.

Mi era piaciuta particolarmente nel film “Va’ dove ti porta il cuore”, tratto dall’omonimo romanzo di Susanna Tamaro, dove interpretava la nonna Olga, per il quale vinse Nastro d’argento e Globo d’oro. Con Cristina Comencini girò anche “Il più bel giorno della mia vita” (2002), e la sua ultima partecipazione cinematografica, dopo un decennio dell’assenza dal grande schermo, sarà proprio in una commedia diretta dalla regista romana che si intitola “Latin lover”, la cui uscita è prevista per il marzo 2015.

Oltre ai numerosi film, rimarranno memorabili le sue partecipazioni nei sceneggiati tv e fiction. La prima, Orgoglio e pregiudizio, risale al 1957. La ricorderò soprattutto per le sue interpretazioni nelle diverse serie televisive, che ho avuto modo di seguire vivendo in Italia, a partire da “La memoria e il perdono” (2001), “Il bello delle donne” (2003), “A casa di Anna” (2004), Caterina e le sue figlie (2005-2007-2010) che piaceva molto alla mia famiglia, “L’onore e il rispetto” (2006), Fidati di me (2008), “Il sangue e la rosa” (dello stesso anno), “La donna che ritorna (2011), “Baciamo le mani – Palermo New York 1958 (2013) e “Madre, aiutami” di qualche mese fa. Uscirà nel 2015 il suo ultimo lavoro per la televisione “La mia Famiglia.”

Addio, Virna. Rimarrai nei miei ricordi e come sempre, quando mi chiederanno di scegliere le mie attrici preferite, il tuo nome sarà in cima della lista per tutte quelle volte in cui mi sono emozionata fino alle lacrime per colpa tua, per la tua bravura e la sensibilità.

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Info Emy
Mi chiamo Emina. Vengo dalla Serbia però vivo in Italia dal settembre 2000. Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche ed ho un master in Studi Est-Europei. Per molto tempo ho cercato di trovare me stessa, la mia vocazione. Dal 2010 credo di averla finalmente trovata. La mia vera passione è sempre stata la scrittura. Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo "Il virus balcanico" in Serbia nel 2009, ho passato dei momenti bui. Più che altro si è trattato di una vera crisi esistenziale. Ora ho capito che la mia strada, oltre di quella di scrittrice che non abbandono, è il giornalismo. Lunga strada da percorrere ma importante è iniziare. E io l'ho già fatto. Ho collaborato per un anno e tre mesi con una rivista di lifestyle e moda di Belgrado. Dal luglio 2011 ad aprile 2012 ho collaborato con la rivista italiana online "Che donna". Dal febbraio 2012 fino all'estate del 2013 ho collaborato con un portale serbo dedicato alle donne, "Quello che le donne vogliono". A luglio 2012 sono arrivata a fare la giornalista per una rivista italo - americana, registrata a Tampa nella Florida, chiamata "Italian heritage magazine". Per un anno ho collaborato con l'associazione Trentino Balcani alla realizzazione del blog progetto "60 storie". Nel tempo libero cerco di scrivere il mio primo romanzo in italiano. Contenta e felice di quello che faccio. Andiamo avanti con sorriso, umiltà e felicità.

3 Responses to Addio, Virna

  1. newwhitebear says:

    Una bella e brava attrice. La sua morte mi ha colto di sorpresa e mi ha provocato tristezza.
    Un pezzo delicato e intenso in ricordo di questa attrice.
    Un abbraccio

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