Libri: Corri, ragazzo, corri

Si può imparare molto dai libri per bambini, che con un linguaggio semplice ma chiaro riescono a trasmetterti un’emozione forte. Anche se, pensandoci bene, il romanzo dello scrittore polacco Uri Orlev “Corri ragazzo, corri” non è il classico libro per i ragazzi perché, a mio modesto parere, può trasmettere molto a tutti noi.

Ghetto di Varsavia, durante la Seconda Guerra mondiale. Un ragazzino ebreo di appena nuove anni, di nome Srulik, cercando il cibo insieme alla madre si accorge d’improvviso dell’assenza della donna e da quel momento inizia la sua corsa per restare in vita. Il suo padre è stato preso dai tedeschi, i fratelli si sono persi, e lui, rimasto solo, è costretto di arrangiarci come meglio può. In un primo momento si unisce a un gruppo di coetanei, soli come lui, che lo insegnano a cacciare e a sopravvivere nonostante le misere condizioni, il freddo polacco, nutrendosi di quello che la natura può offrirgli. Un giorno, nella foresta che è diventata la sua nuova casa, incontra il padre che gli ordina di sopravvivere, cambiando il nome, imparando a fare il segno della croce. L’unico che gli chiede è di non dimenticare mai di essere ebreo. Nasce così Jurik, un bambino forte e coraggioso che per i lunghi anni, passando dal padrone al padrone, lavorando per mantenersi, riuscirà ad onorare la promessa data al padre. Sulla sua strada incontrerà dei contadini buoni, che lo aiuteranno, ma anche quelli cattivi, malvagi che lo denunceranno ai tedeschi. Jurik è un bambino abile, e dolce, che riesce facilmente a conquistare i cuori della gente, persino a farsi aiutare da un soldato nemico, che forse in lui rivede i suoi bambini rimasti a casa. Un ragazzo cresciuto troppo in fretta che non solo arriva a dimenticare quello che è, colpisce l’ostinazione con la quale nega di essere ebreo a chiunque glielo chiede, ma anche a credere che essere un ebreo sia un peccato grave. “Non devi vergognarti di essere ebreo. Anche gli ebrei sono degli esseri umani”, si sente dire. “Non è un peccato essere ebreo”, gli dice un buon sacerdote cattolico incontrato lungo quella corsa che avrà fine solo dopo l’arrivo dei soldati russi.

Quello che colpisce il lettore è la forza e coraggio che un bambino così piccolo riesce a mostrare. Non dev’essere stato facile vivere in condizioni disperate per chiunque, tantomeno per un bambino che ad un certo punto deve affrontare la vita con una forte mancanza che, se possibile, lo rende ancora più abile e forte nei nostri occhi. Un bambino diventato presto l’uomo, con sulle spalle un peso troppo pesante per un ragazzino di quell’età.

Uri Orlev ci racconta gli orrori della guerra attraverso gli occhi di Srulik/Jurek, emozionandoci passo dopo passo, che ci lascia un insegnamento importante. Si può uscire da qualsiasi situazione se si mette il cuore, la testa, la forza di animo; non abbandonandosi mai sul sentiero della vita; non dimenticando mai la propria identità.

Nel suo romanzo “Corri ragazzo, corri”, Uri Orlev ci racconta la storia vera di Yoram Friedman, un professore che oggi vive e insegna in Israele.

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Info Emy
Mi chiamo Emina. Vengo dalla Serbia però vivo in Italia dal settembre 2000. Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche ed ho un master in Studi Est-Europei. Per molto tempo ho cercato di trovare me stessa, la mia vocazione. Dal 2010 credo di averla finalmente trovata. La mia vera passione è sempre stata la scrittura. Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo "Il virus balcanico" in Serbia nel 2009, ho passato dei momenti bui. Più che altro si è trattato di una vera crisi esistenziale. Ora ho capito che la mia strada, oltre di quella di scrittrice che non abbandono, è il giornalismo. Lunga strada da percorrere ma importante è iniziare. E io l'ho già fatto. Ho collaborato per un anno e tre mesi con una rivista di lifestyle e moda di Belgrado. Dal luglio 2011 ad aprile 2012 ho collaborato con la rivista italiana online "Che donna". Dal febbraio 2012 fino all'estate del 2013 ho collaborato con un portale serbo dedicato alle donne, "Quello che le donne vogliono". A luglio 2012 sono arrivata a fare la giornalista per una rivista italo - americana, registrata a Tampa nella Florida, chiamata "Italian heritage magazine". Per un anno ho collaborato con l'associazione Trentino Balcani alla realizzazione del blog progetto "60 storie". Nel tempo libero cerco di scrivere il mio primo romanzo in italiano. Contenta e felice di quello che faccio. Andiamo avanti con sorriso, umiltà e felicità.

One Response to Libri: Corri, ragazzo, corri

  1. newwhitebear says:

    Concordo sul fatto che i cosidetti libri per ragazzi siano destinati solo a un pubblico di giovani lettori. Io leggo e apprezzo molto questo genere di letteratura, perché si può molto imparare, come hai ben descritto in questo post.
    Serena serata
    Un caro abbraccio

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