Libri: Suite francese

“Sarà dura, pensavano i parigini. Aria di primavera. Una notte di guerra, l’allarme. Ma la notte svanisce, la guerra è lontana.” Sono le prime note di una composizione letteraria, scritta con maestria e purtroppo mai finita, della scrittrice Irene Nemirovsky, nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, dove morì insieme al marito. Un libro seppur non terminato, che colpisce il lettore per la scelta di parole, messe insieme per creare un prosa poetica,    emozionante, limpida che come un scialle in inverno copre e scalda il lettore che si trova a leggere delle vite altrui in un periodo per nulla bello. Anzi.

La Suite Francese doveva essere una storia raccontata in cinque parti, come si avvince dagli appunti di autrice, che ne terminò soltanto due: Temporale di giugno e Dolce, entrambe sufficienti per dire che il libro rappresenta un vero capolavoro della letteratura del XX secolo.

Nel primo atto di questa sinfonia armonica si racconta una Francia sull’orlo del baratro, invasa dal nemico, che sta perdendo la guerra. Ci troviamo in una Parigi sorvolata dagli aerei tedeschi, in tutta la sua bellezza avvolta dalla Senna che sembra, quasi, che guidasse il nemico. Poveri, ricchi, stanno tutti per essere travolti dalla tempesta in arrivo. L’esercito francese è stato sconfitto e si aspetta, dal momento all’altro che le forze nemiche occupino la capitale. In quel quadro, per niente confortante, il lettore conosce i primi cittadini che si apprestano di lasciare la città. I Pericand, borghesi e cattolici. Un figlio prete, Philippe, che non avrà una bella fine. Bernard l’idealista. Charlotte, la madre protettiva e religiosa. Un suocero. Un gatto, Albert, che conquista i lettori. I Corte, lo scrittore Gabriel e l’amante ufficiale, una certa Florence. I Michaud, impiegati della banca, con un figlio in guerra. Corbin, direttore della banca e l’amante di turno, una ballerina intraprendente e a tratti odiosa, Ariette. Un cicciotello malato di cuore di 60 anni, ma legato ai soldi, alle sue porcellane, Charles Langelet. I personaggi, sia quelli principali che di apparizione temporanea,  sono delineati con chiarezza, che li si può vedere, sentire i loro battiti accelerati, guardare, insieme a loro, un paese distrutto, occupato, da ogni angolo e prospettiva. La descrizione di luoghi, degli avvenimenti che si succedono armoniosamente, è minuziosa, dettagliata e serena. In una parola: poesia. Poesia pura. La scrittura così bella coinvolge i lettori dalla prima pagina, facendogli assistere alle situazioni tragiche, ma anche grottesche, di quelle che fanno anche sorridere. “Tata, abbiamo dimenticato..” Disse Charlotte tra i singhiozzi. “Cosa, signora, cosa?” “Abbiamo dimenticato il mio suocero!” Passo dopo passo si partecipa, in diretta, al naufragio di una civiltà, i suoi valori, le sue istituzioni, al caos che scaturisce l’esodo e ai meccanismi che quest’ultima scatta in individui: c’è chi si distingue per generosità, chi per meschinità, vigliaccheria. È una tempesta caotica, disordinata e confusa, in cui ognuno, come può, cerca di sopravvivere come meglio può, riuscendo, alla sua volta, o meno, nell’impresa.

Nel periodo Dolce il lettore si sposta nella Francia contadina, occupata dalle truppe tedesche, dove conosciamo la signora Angellier, del villaggio Busy, una vecchia borghese cui figlio, Gaston, è stato fatto prigioniero, la sua nuora Lucile, gli altri abitanti del villaggio, un sindaco e la moglie viscontessa, una dama di carità non molto amata dai contadini. Il villaggio si aspetta l’arrivo del nemico. La sfilata iniziale dei soldati tedeschi, descritta dettagliatamente, resta impressa negli occhi del lettore. Stupisce la gentilezza del nemico, più volte ripresa nel racconto, che sembra quasi, a tratti, si scusasse per essere lì. Con il tempo, tra gli abitanti e gli occupanti si crea un rapporto se non certo amichevole, sicuramente di una specie di reciproco rispetto. “I tedeschi… carogne.. Però dobbiamo anche essere giusti.. È la guerra.” Si descrive il nemico come cortese, gentile, di modi raffinati che non resta inosservato, soprattutto dalle donne, che volenti o no, rimangono affascinate. La vita, nonostante tutto, continua e lo si vede dal risveglio della natura, ci sono le descrizioni bellissime poetiche che fanno risvegliare dei sensi. E non mancano dei sentimenti, di quelli forti che possono nascere tra un uomo e una donna nonostante le differenze. Una giovane donna, che si è sposata senza amore. Un ufficiale nemico. E la domanda che rimane sulla bocca, e sorge spontanea: Come sarebbe finita? Dagli appunti della stessa Nemirovsky, allegati alla fine del libro, si intravedono i contorni di questa storia incompiuta.

Non esagero se dico che Suite francese è uno di libri più belli che ho letto negli ultimi anni. Scritto con una lucidità pazzesca, se penso al periodo e lo stato d’animo in cui la Nemirovsky si trovava al momento della stesura,  la prima e mai corretta. Mi ha colpito per la bellezza della prosa, che ricorda molto uno degli autori che ho amato da liceale, Tolstoj e non fui sorpresa a leggere, tra le pagine degli appunti della scrittrice, che si era ispirata anche a lui mentre scriveva il romanzo. Ho amato molto alcuni personaggi, altri meno, ma rimarranno tutti impressi nella mia memoria. Ho amato alla follia la prosa della scrittrice, che cercavo di assorbire pagina dopo pagina per non scordarmi di passaggi che mi avevano colpito, cercando, anche, di “rubare” i segreti del mestiere. Era il primo libro di Irene Nemirovsky che leggevo, ma sicuramente non l’ultimo. Ora ho voglia di conoscere le altre sue opere. Lo consiglio vivamente.

Ringrazio di cuore Patrizia, che mi ha regalato Suite francese tempo fa, facendomi un dono di inestimabile valore.

Annunci

Info Emy
Mi chiamo Emina. Vengo dalla Serbia però vivo in Italia dal settembre 2000. Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche ed ho un master in Studi Est-Europei. Per molto tempo ho cercato di trovare me stessa, la mia vocazione. Dal 2010 credo di averla finalmente trovata. La mia vera passione è sempre stata la scrittura. Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo "Il virus balcanico" in Serbia nel 2009, ho passato dei momenti bui. Più che altro si è trattato di una vera crisi esistenziale. Ora ho capito che la mia strada, oltre di quella di scrittrice che non abbandono, è il giornalismo. Lunga strada da percorrere ma importante è iniziare. E io l'ho già fatto. Ho collaborato per un anno e tre mesi con una rivista di lifestyle e moda di Belgrado. Dal luglio 2011 ad aprile 2012 ho collaborato con la rivista italiana online "Che donna". Dal febbraio 2012 fino all'estate del 2013 ho collaborato con un portale serbo dedicato alle donne, "Quello che le donne vogliono". A luglio 2012 sono arrivata a fare la giornalista per una rivista italo - americana, registrata a Tampa nella Florida, chiamata "Italian heritage magazine". Per un anno ho collaborato con l'associazione Trentino Balcani alla realizzazione del blog progetto "60 storie". Nel tempo libero cerco di scrivere il mio primo romanzo in italiano. Contenta e felice di quello che faccio. Andiamo avanti con sorriso, umiltà e felicità.

4 Responses to Libri: Suite francese

  1. Elena says:

    Bellissimo libro!

  2. newwhitebear says:

    Letta la recensione di un’amica, grande estimatrice della Nemirovsky, mi ha colpito subito e mi ha chiamato questo grande romanzo, un autentico affresco della maturità letteraria dell’autrice. Come giustamente hai fatto osservare, c’è un respiro ampio sia delle immagini, sia degli eventi e in particolare di tutti i molteplici personaggi. Nessuno di loro si staglia sopra gli altri. Rappresentano una coralità di voci e di pensieri veramente suggestiva.
    Di sicuro è questo il romanzo migliore della Nemirovsky insieme al racconto David Goller.
    Credo che il tuo post abbia detto tutto su questo grande romanzo.
    Felice domenica sera
    Un abbraccio

    • Emy says:

      Mi ha piaciuto davvero molto. C’ho pensato per giorni. Uno di rari romanzi che ti lasciano fluttuare nell’anima delle immagini per tanto tempo. Sono felice di aver scoperto questa grandissima scrittrice. Un abbraccio.

      • newwhitebear says:

        Naturalmente non tutto è felice nella sua produzione ma molte pagini sono veramente superbe.
        O.T. Se passi da anobii ti ho lasciato un commento sulla Osorio. Ho finito ieri la lettura. Veramente brava

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Leggo.libri

Quando non sai cosa leggere

A buzzing box of thrilling thoughts

Traduzione, scrittura, sperimentazioni linguistiche e collaborazioni

Destinazione Libri

"Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita:la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni:n c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia e quando Leopardi ammirava l'infinito...perchè la lettura è un'immortalità all'indietro" cit..Umberto Eco Questo blog non costituisce una testata giornalistica. Non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo le disponibilità e la reperibilità dei materiali

thebookworm

Dei libri letti e non solo

Studiolo Barese

Le mie passeggiate a Levante

orsobianco

Il mio secondo blog nascosto

Sergio M. Ottaiano

Scrittore indipendente

CIOCCOLATO&LIBRI

Libri, interviste e altre cose senza senso

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: