Libri: Il Trio dell’arciduca

Un’interessante storia di spionaggio, scritta abbastanza bene. L’autore, Hans Tuzzi, ci porta indietro nel tempo, in un Europa di grandi potenze, imperi e spie. A portarci in giro per l’Impero austroungarico,  e quello otomano, un giovanissimo e scaltro agente di servizi segreti austriaci, di origini montenegrine, Neron Vukcic.

La prima tappa del viaggio, Trieste. Il giovane agente scopre il cadavere di un mercante turco sulle rive del mare. L’uomo è stato avvelenato, non si sa da chi né perché. Nella sua stanza d’albergo Neron Vukcic (vuk in serbo-croato vuol dire lupo, a detta in inglese wolf, si suppone anche se non è scritto da nessuna parte che il nostro uomo sia Nero Wolfe il futuro protagonista dei romanzi di Rex Stout) trova una serie di indizi che lo porteranno, strada facendo, sulla pista dei possibili mandanti dell’omicidio. Chi può aver voluto la morte del mercante e perché? Da Trieste il mistero porterà Nerone a Vienna, a Istanbul (Costantinopoli all’epoca), persino nella sua patria, Montenegro, e infine a Sarajevo, proprio quella Sarajevo che presto avrebbe scoppiato, con l’attentato all’arciduca Francesco Ferdinando, come una bomba destinata a porre fine e per sempre al vecchio mondo.

“Il Trio dell’arciduca” è una interessante spy story, scritta con uno stile ricco di dettagli d’epoca. La scrittura in alcuni punti è poco fluida e rallenta a tratti la lettura, ma la storia è così piena di azione, agguati, inseguimenti, mosse e contromosse dei tre imperi, turco, russo e austriaco, che prende il lettore dall’inizio alla fine. “Sapete, no?, cosa ne pensa, il conte Conrad, di quei Katzenmacher: l’Italia è pericolosa in quanto non è una grande potenza. Ed è malata di irredentismo. In questo è come la Serbia”. “In effetti, ci spiamo a vicenda: strano modo di essere alleati” ghignò Mayer.”

Tutti, o quasi tutti, si spiano a vicenda, ognuno ha qualcosa di nascondere e scoprire. In un Europa di cambiamenti forti che avranno luogo da lì a poco tutti seguono il proprio interesse che in qualche modo può intralciare la strada del nostro giovane eroe. Un agente intelligente e dotato che non tarderà ad avere le risposte giuste e starà al lettore riuscire a comporre pezzi di un puzzle del colore scuro come il mistero che avvolge l’uccisione del mercante turco.

Mi è piaciuto abbastanza, nonostante un finale un po’ veloce e un pochino scontato. Mi è piaciuto addentrarmi nella mia terra di un epoca storica così interessante, così importante. Ho avuto una simpatia, quasi a pelle, per il giovane agente, uno di quei personaggi che se fossero reali ti piacerebbe incontrarli. Se dovessi dare un voto, direi 3/5, quasi 4.

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Info Emy
Mi chiamo Emina. Vengo dalla Serbia però vivo in Italia dal settembre 2000. Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche ed ho un master in Studi Est-Europei. Per molto tempo ho cercato di trovare me stessa, la mia vocazione. Dal 2010 credo di averla finalmente trovata. La mia vera passione è sempre stata la scrittura. Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo "Il virus balcanico" in Serbia nel 2009, ho passato dei momenti bui. Più che altro si è trattato di una vera crisi esistenziale. Ora ho capito che la mia strada, oltre di quella di scrittrice che non abbandono, è il giornalismo. Lunga strada da percorrere ma importante è iniziare. E io l'ho già fatto. Ho collaborato per un anno e tre mesi con una rivista di lifestyle e moda di Belgrado. Dal luglio 2011 ad aprile 2012 ho collaborato con la rivista italiana online "Che donna". Dal febbraio 2012 fino all'estate del 2013 ho collaborato con un portale serbo dedicato alle donne, "Quello che le donne vogliono". A luglio 2012 sono arrivata a fare la giornalista per una rivista italo - americana, registrata a Tampa nella Florida, chiamata "Italian heritage magazine". Per un anno ho collaborato con l'associazione Trentino Balcani alla realizzazione del blog progetto "60 storie". Nel tempo libero cerco di scrivere il mio primo romanzo in italiano. Contenta e felice di quello che faccio. Andiamo avanti con sorriso, umiltà e felicità.

2 Responses to Libri: Il Trio dell’arciduca

  1. newwhitebear says:

    Hans Tuzzi è un abile scrittore di gialli. Ne ho letti un paio e qualche altro è in attesa di lettura. Uno scrittore ricco di analisi introspettive e dalla scrittura fluida e piacevole. Leggendo le tue note si confermano queste mie impressioni, anche se le mie letture erano su racconti brevi, quindi più facili da gestire.
    Ci farò un pensierino. Adesso ho troppo da leggere.
    Felice pomeriggio
    Un grande abbraccio
    Gian Paolo

    O.T. Finito Lezioni di tango e ho ricavato un’eccellete impresione Avevi ragioni per la scrittura particolare ma comunque molto godibile.
    Grazie per il suggerimento.

  2. Emy says:

    A chi lo dici, anch’io ho troppo da leggere. Felice che il libro della Osorio ti sia piaciuto! Di nulla, è bello quando riesco a convincere qualcuno a leggere qualcosa di mio gradimento! Un forte abbraccio!

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