Libri: La morte di Ivan Il’ič

Era da tanto che non leggevo Tolstoj, che ho amato e apprezzato molto da liceale. Le occasioni, poi, per leggerlo nella mia madre lingua, da quando mi sono trasferita in Italia 15 anni fa, erano quasi nulle. Mentre ero in vacanza in Serbia, proprio il giorno in cui stavamo per ripartire verso il nostro amato Trentino, con uno dei maggiori quotidiani regalavano niente di meno che un romanzo breve di autore russo: La morte di Ivan Il’ič. Seppur breve, il racconto che ha come protagonista un uomo la cui vita a suo malgrado sta arrivando a capolinea è molto intenso, toccante e ci fa riflettere, molto. Mi ha tenuto compagnia durante il viaggio.

Siamo a San Pietroburgo, in un tribunale, dove viene annunciata la morte di un giudice stimato, Ivan Ilič. Conosciamo da subito il mondo di Ivan, le sue frequentazioni, i suoi colleghi che alla notizia della sua morte non possono fare altro che  pensare al posto vacante e alla possibilità di essere promossi. Gli amici più intimi di Ivan, Petr Ivanovič e Fedor Vasilevič, sono angosciati perché devono adempiere ai noiosi doveri impostigli dalla società, come dare una mano alla vedova che nella triste giornata della visita alla salma pensa più che altro come ottenere la pensione del marito. Addirittura c’è chi, nonostante le circostanze, non può rinunciare alla consueta partita di whist. In seguito il lettore ha la possibilità di conoscere meglio Ivan, la sua vita che inesorabilmente cambia a largo della sua carierà che gli permette di lasciare la provincia e venire a San Pietroburgo dove vive seguendo i canoni dell’alta borghesia. Il nuovo incarico vuol dire più soldi, più soldi una casa arredata come il Dio comanda, da non sfigurare davanti ai doveri della società tralasciando però una cosa importantissima: la vita stessa. La vita che prima o poi ti presenta un conto salato da pagare. Proprio mentre Ivan sta arredando la nuova casa, attento a ogni dettaglio, quello che sembra un banale incidente domestico va a ribaltare tutte le carte in tavola. Ivan si amala. Una malattia inguaribile che metterà in discussione tutta la sua esistenza. Una malattia che gli farà “aprire gli occhi” su quel mondo di falsi affetti e pura ipocrisia che credeva sua isola felice ma non è che una menzogna, grande come la casa arredata con tanta cura. Una malattia che pian piano lo porta verso la inesorabile fine che spaventa Ivan, un sofferente Ivan che prima di lasciare per sempre la terra cerca di conciliarsi con se stesso e il mondo che lo circonda.

Il racconto è scorrevole, grazie allo stile asciutto di Tolstoj che con la sua ironia sottile nei confronti dell’alta società russa dell’epoca, e una delicatezza unica nell’affrontare argomenti difficili come dolore e sofferenza della malattia, la morte, colpisce e coinvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina. Siamo tutti noi un po’ Ivan Il’ič. Spesso viviamo una vita non proprio nostra, per dovere, per compiacere gli altri cedendo ai meccanismi di una società che pretende che seguiamo le regole ben precise. Solo quando la morte bussa alla nostra porta che cominciamo a fare i conti con propri errori e fantasmi. Un po’ come Ivan in cui storia è facile rispecchiarsi. La storia di un uomo che solo quando sta per morire capisce di non aver preteso abbastanza dalla vita, nascondendosi dietro le proprie incertezze, le proprie paure. Un uomo che che con tutte le sfumature del suo essere non può che farsi amare dai lettori che, pagina dopo pagina, scoprono una storia che se ben pubblicata alla fine dell’ottocento è attuale anche oggi. Una storia che ho amato molto e che raccomando.

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Info Emy
Mi chiamo Emina. Vengo dalla Serbia però vivo in Italia dal settembre 2000. Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche ed ho un master in Studi Est-Europei. Per molto tempo ho cercato di trovare me stessa, la mia vocazione. Dal 2010 credo di averla finalmente trovata. La mia vera passione è sempre stata la scrittura. Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo "Il virus balcanico" in Serbia nel 2009, ho passato dei momenti bui. Più che altro si è trattato di una vera crisi esistenziale. Ora ho capito che la mia strada, oltre di quella di scrittrice che non abbandono, è il giornalismo. Lunga strada da percorrere ma importante è iniziare. E io l'ho già fatto. Ho collaborato per un anno e tre mesi con una rivista di lifestyle e moda di Belgrado. Dal luglio 2011 ad aprile 2012 ho collaborato con la rivista italiana online "Che donna". Dal febbraio 2012 fino all'estate del 2013 ho collaborato con un portale serbo dedicato alle donne, "Quello che le donne vogliono". A luglio 2012 sono arrivata a fare la giornalista per una rivista italo - americana, registrata a Tampa nella Florida, chiamata "Italian heritage magazine". Per un anno ho collaborato con l'associazione Trentino Balcani alla realizzazione del blog progetto "60 storie". Nel tempo libero cerco di scrivere il mio primo romanzo in italiano. Contenta e felice di quello che faccio. Andiamo avanti con sorriso, umiltà e felicità.

3 Responses to Libri: La morte di Ivan Il’ič

  1. newwhitebear says:

    Tolstoj è un autore che non riesce a chiamarmi. con lui anche Dostoesky non sono mai riuscito ad avvicinarmi.
    La tua recensione avrebbe dovuto avvicinarmi all’autore ma il richiamo non c’è.
    Si avverte dalle tue parole il grande amore verso questo autore.
    Un caro abbraccio

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