Libri: La bambola che imparò ad amare

Ogni libro è una nuova scoperta, la fonte di preziose emozioni che continuano a seguirti anche a distanza di tempo. Il piccolo gioiello di Rafik Schami, una vera favola moderna, del titolo La bambola che imparò ad amare, è stato un vero toccasana per il cuore e la mente.

Fa bene ogni tanto tornare ad abbracciare quel bambino in noi che spesso dimentichiamo in un angolo sperduto della nostra anima. Quel bambino che non ha resistito al richiamo di Nina, che in un giorno di pioggia gli ha teso la mano e portato con se nel suo mondo fatto da sogni e bambole. E che bambole poi, speciali. Molto speciali. Proprio come l’amichetta di Nina, Minimè. Una bambola chiacchierona, ma solo in presenza di bambini, dotata di poteri speciali. Basta abbracciarla quando si ha paura e tutti i timori svaniscono subito. Minimè, occhi verdi, capelli rossi, intelligente e simpatica, è facile che i bambini le si affezionano, Nina non fa eccezione (e neppure la lettrice). Come tutte le bambole care ai più piccoli, anche Minimè nonostante il suo grande dono di parola non ha cuore ma l’incontro con Nina darà un senso più grande alla sua vita. Una lunga vita passata insieme alle bambine ma solo con Nina instaurerà un rapporto particolare, forte, di amicizia tanto da desiderare l’indesiderabile: avere il cuore per poter trasmettere tutto il suo amore e affetto a Nina. A Nina che giace sofferente sul letto di un ospedale, gettando un ombra di tristezza sul volto di Minimè che solo in quel momento angoscioso capisce l’importanza del loro legame. Solo con il cuore di un bambino potrà capire e apprezzare la vita con lo sguardo sul mondo pieno di emozioni più ingenue e vere.

Delicato e tenero come il sorriso di Nina, semplice ed emozionante come il mondo di Minimè, il libro di Schami ci riporta alla nostra infanzia, ai momenti spensierati di giochi con gli amici del quartiere, alle prime cotte tra i banchi di scuola, alla gioia di vivere tipica per quell’età. Con Nina ho riso, ma anche sofferto tornando con la mente all’epoca in cui da piccola mi sono trovata tra le mura di un ospedale per la prima volta. Minimè mi ha ricordato la mia bambola di capelli rossi, insperabile compagna di tanti giochi. Mi mancheranno entrambe. E se un giorno dovessi avere una mia Nina le farò leggere la favola di Rafik, una favola per i grandi e i piccini che possono ancora insegnarci molto. Consigliatissima.

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