Libri: E le stelle non stanno a guardare

Borgo Propizio, un luogo incantevole, con dei cittadini favolosi che conquistano ogni lettore, chi per la propria ironia, chi per la propria bravura, chi per proprie imprese eroiche. C’è chi sa prendere il lettore per la gola, chi per la parola scritta e grande popolarità. A Borgo Propizio, un antico e piuttosto movimentato borgo, non ci si annoia mai. Se nel primo libro, Borgo Propizio appunto, a movimentare piuttosto spenta la vita cittadina ci ha pensato una giovane donna di nome Belinda, proprietaria dell’ormai famosa latteria Fatti mandare dalla mamma, che onora il gran musicante tanto amato dalla sua zia Letizia, una vedova piuttosto brillante e simpatica; a tenere occupato il lettore nel suo seguito, E le stelle non stanno a guardare, ci pensa il sindaco, Felice, di nome e di fatto, Rondinella e l’assessore alla cultura Tranquillo, che poi tranquillo non è,  Conforti, intenti a organizzare nell’antico borgo un festival letterario la cui organizzazione aspetta a una giovane donna, Ornella.

“E le stelle non stanno a guardare” ci fa conoscere meglio l’incantevole Borgo Propizio, che abbiamo imparato ad amare, soprattutto per i suoi personaggi divertenti ed ironici, con la prima parte della saga. Non nascondo che è stato molto bello ritrovare i vecchi amici, come le sorelle Marietta e Mariolina sempre in rapporto conflittuale tra l’odio e l’affetto, la brava ma piuttosto acida lattaia Belinda, la maga di dolci capace di farti provare un’atmosfera unica pregustando le sue prelibatezze sfornate con la tazza di buon latte di gusto speciale, la sua sempre amabile zia Letizia, il personaggio che ho amato tantissimo prima e per la quale l’affetto è ancora cresciuto man mano che giravo le pagine. Ci sono, poi, tantissime new entry, come la forestiera Antonia che porta con se un bagaglio troppo pesante per la sua anima ma che riuscirà a trovare la pace tanto ambita tra le mura propiziesi, un giallista affascinante, Rocco Rubino, amato soprattutto da donne, che Ornella, incaricata da professor Conforti inviterà da far da star all’evento spaziale sotto il buon auspicio del cielo stellato, un giovane chef, Chicco (che nome buffo dal quale cerca di staccarsi facendo la battaglia con tutti, sua madre in primis, per farsi chiamare con il nome di battesimo, Francesco).

Ho ritrovato, tra le pagine del secondo capitolo della saga, lo stile conosciuto dell’autrice, la sua spiccata ironia e il sapere di avvolgere il lettore nel caldo abbraccio di un luogo perso nel tempo che non può che conquistarti al punto di sentirti, quasi, di essere un cittadino onorario di Borgo Propizio.  Uno di loro, insomma. Però, c’è un però e non posso evitarlo, ho trovato il libro, nonostante la sua indiscutibile piacevolezza, a volte molto pesante e poco entusiasmante. Sarà che lo leggevo dopo una serie di libri che hanno fatto un forte impatto su di me, dei quali ve ne parlerò in seguito, però non mi ha dato quel che forse aspettavo dal momento in cui iniziai la lettura. Troppe storie in una, un finale seppur carino troppo veloce. C’erano dei passaggi troppo descrittivi, dettagliati al punto di esasperarmi a volte, che mi facevano arenare e deporre il libro per un po’. Stancante ogni tanto, che andavo avanti più per dover arrivare ad un certo punto alla fine e non perché fossi rapita a tal punto di aver la voglia sfrenata di non lasciarmi perdere nessun passaggio. Ho preferito molto di più il primo libro, che mi aveva conquistato con la maggior forza, con più passione. Ciò nonostante, lo considerò comunque un romanzo carino, piacevole, da 3/5, e lo consiglio perché è un luogo di fantasia che vale la pena visitare per assaporare quell’atmosfera vintage che non lascia indifferenti.

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Info Emy
Mi chiamo Emina. Vengo dalla Serbia però vivo in Italia dal settembre 2000. Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche ed ho un master in Studi Est-Europei. Per molto tempo ho cercato di trovare me stessa, la mia vocazione. Dal 2010 credo di averla finalmente trovata. La mia vera passione è sempre stata la scrittura. Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo "Il virus balcanico" in Serbia nel 2009, ho passato dei momenti bui. Più che altro si è trattato di una vera crisi esistenziale. Ora ho capito che la mia strada, oltre di quella di scrittrice che non abbandono, è il giornalismo. Lunga strada da percorrere ma importante è iniziare. E io l'ho già fatto. Ho collaborato per un anno e tre mesi con una rivista di lifestyle e moda di Belgrado. Dal luglio 2011 ad aprile 2012 ho collaborato con la rivista italiana online "Che donna". Dal febbraio 2012 fino all'estate del 2013 ho collaborato con un portale serbo dedicato alle donne, "Quello che le donne vogliono". A luglio 2012 sono arrivata a fare la giornalista per una rivista italo - americana, registrata a Tampa nella Florida, chiamata "Italian heritage magazine". Per un anno ho collaborato con l'associazione Trentino Balcani alla realizzazione del blog progetto "60 storie". Nel tempo libero cerco di scrivere il mio primo romanzo in italiano. Contenta e felice di quello che faccio. Andiamo avanti con sorriso, umiltà e felicità.

13 Responses to Libri: E le stelle non stanno a guardare

  1. newwhitebear says:

    Ma Borgo Propizio è un libro oppure una località esistente. Al di là dei miei dubbi, sia nel primo che nel secondo caso il tuo post è deliziosamente bello.
    Sereno sabato sera

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