Libri: La luna e il falò

Dicono che sia il libro più bello dell’autore. Che fosse il più bello o meno, per poter giudicare, avrei dovuto leggere le altre opere dello scrittore, che fino a pochi giorni fa, purtroppo, conoscevo soltanto di fama. Quello, però, che posso dire con certezza che La luna e il falò mi è piaciuto molto, seppur, agli inizi, ho faticato un po’ per entrare in sintonia con la scrittura di Pavese.

Nostalgico, poetico, profondo, La luna e il falò ripercorre il racconto di Anguilla, un trovatello cresciuto dai poveri contadini in cambio di un assegno. Da giovane ha lasciato l’Italia, si è rifatto una vita in America e a cinquant’anni anni torna in patria. È un uomo vissuto ora, con alle spalle le importanti esperienze che lo hanno reso ricco fuori ma anche povero dentro, soprattutto emotivamente. Era partito perché l’esigenza di andarsene era da sempre presente, come desiderio di vedere cosa c’era fuori dai confini del paese in cui era cresciuto, dettata anche dal determinato contesto storico e politico del momento. Al ritorno lo aspettano le sue amate colline, i paesi che lo hanno visto crescere, e un infanzia ormai seppellita tra le ceneri di un passato che torna prepotentemente con i ricordi, volti sbiaditi, sorrisi e le notte di un pianoforte; gli odori, i sapori, le parole, i pensieri. Lo aspettano i vecchi del paese, che lo guardano ora con degli occhi diversi, con rispetto che merita. Ci sono anche amici, ai quali da il volto un musicista, di nome Nuto, con il quale riscopre il sapore di una vita ormai andata come è andata non solo per lui ma soprattutto per le tre figlie di sor Matteo, l’uomo che lo ha adottato. È un constante intrecciarsi del presente e del passato, in una ricerca di proprio sé di un uomo che non ha ancora, nonostante tutto, dato un senso alla propria esistenza.

Ho appezzato molto il personaggio di Anguilla, per il suo modo di essere. Mi sono spesso e volentieri rivista in lui, ricordando, anche, le ragioni che, a mia volta, mi avevano spinto a lasciare il mio paese d’origine. Sono stata molto colpita dai ragionamenti che faceva la voce narrante, Anguilla, sia da giovane che da uomo. Mi piaceva soprattutto il suo essere attento al mondo che lo circondava. È stato un viaggio letterario bello, emotivo, conquistatore, un viaggio da fare, o rifare, un viaggio che sveglia un sentimento nostalgico, forte e duraturo, di quello che c’era e non ci sarà mai più.

“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.

Voto 4/5

Annunci

Info Emy
Mi chiamo Emina. Vengo dalla Serbia però vivo in Italia dal settembre 2000. Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche ed ho un master in Studi Est-Europei. Per molto tempo ho cercato di trovare me stessa, la mia vocazione. Dal 2010 credo di averla finalmente trovata. La mia vera passione è sempre stata la scrittura. Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo "Il virus balcanico" in Serbia nel 2009, ho passato dei momenti bui. Più che altro si è trattato di una vera crisi esistenziale. Ora ho capito che la mia strada, oltre di quella di scrittrice che non abbandono, è il giornalismo. Lunga strada da percorrere ma importante è iniziare. E io l'ho già fatto. Ho collaborato per un anno e tre mesi con una rivista di lifestyle e moda di Belgrado. Dal luglio 2011 ad aprile 2012 ho collaborato con la rivista italiana online "Che donna". Dal febbraio 2012 fino all'estate del 2013 ho collaborato con un portale serbo dedicato alle donne, "Quello che le donne vogliono". A luglio 2012 sono arrivata a fare la giornalista per una rivista italo - americana, registrata a Tampa nella Florida, chiamata "Italian heritage magazine". Per un anno ho collaborato con l'associazione Trentino Balcani alla realizzazione del blog progetto "60 storie". Nel tempo libero cerco di scrivere il mio primo romanzo in italiano. Contenta e felice di quello che faccio. Andiamo avanti con sorriso, umiltà e felicità.

3 Responses to Libri: La luna e il falò

  1. newwhitebear says:

    Pavese è tra i miei autori preferiti. E’ vero, si deve entrare in sintonia con la sua scrittura ma una volta trovato il ritmo il testo appassiona.
    Felice fine settimana
    un abbraccio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Leggo.libri

Quando non sai cosa leggere

A buzzing box of thrilling thoughts

Traduzione, scrittura, sperimentazioni linguistiche e collaborazioni

thebookworm

Dei libri letti e non solo

Studiolo Barese

Le mie passeggiate a Levante

orsobianco

Il mio secondo blog nascosto

Sergio M. Ottaiano

Scrittore indipendente

CIOCCOLATOELIBRI

Libri, interviste e altre cose senza senso

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: