Libri: Purgatorio

Emilia Dupuy, poco più di sessant’anni, in esilio in una cittadina americana, non ha mai smesso di cercare Simón, marito, che trent’anni prima ha perso le sue tracce in seguito all’arresto dei militari. Erano gli anni neri per il suo paese d’origine, Argentina, in cui ogni  giorno sparivano migliaia di persone. Uomini, donne, bambini. Desaparecidos, tutti, come Simón che un giorno, tre decenni dopo, riappare in un caffè, a pochi tavoli da quello di Emilia, che al sentire la voce del marito, rimane sorpresa, quasi incredula che un momento che aspettava da una vita fosse finalmente arrivato.

Trent’anni, lunghi, di una ricerca senza sosta di quello che era e che non sarebbe tornato mai più, con nel cuore un sentimento forte, duraturo, per l’uomo che nonostante la lontananza faceva battere il suo cuore ogni giorno con la stessa intensità. Da Buenos Aires a Rio, da Rio a Caracas, fino agli Stati Uniti, convinta che prima o poi l’avrebbe ritrovato. Una ricerca incessante di Simón e di se stessa che aveva perso in quell’inferno argentino che l’aveva portata a quasi annullarsi per il volere di quel padre tiranno, freddo e calcolatore che l’unica a cui teneva era la patria, perfetta ai suoi e agli occhi dell’Anguilla (Videla visto dallo scrittore) e i suoi compari militari che, appoggiati dalla chiesa rappresentata dal personaggio dell’ordinario, seminavano il terrore giustificando la loro ingiusta quanto terribile crociata contro un nemico invisibile dal sapore sovversivo.

Dal paradiso di un matrimonio da poco celebrato all’inferno per una sparizione senza ritorno che non è facile accettare nonostante le prove e tante testimonianza durante il processo contro militari, passando per il purgatorio, dove nulla è così come sembra, in cui la realtà si mescola sapientemente con la finzione, e risucchia il lettore in uno spazio senza tempo, pieno di ombre e oscurità che solo un sentimento sincero che niente e nessuno riesce a sconfiggere può illuminare.

Emotivo, doloroso, profondo, l’ultimo romanzo dello scrittore e giornalista argentino Tomás Eloy Martínez, pubblicato nel 2008 e arrivato in Italia grazie alla casa editrice Sur, è un racconto reale seppur romanzato di episodi storici che non bisogna dimenticare e che dovrebbero avere più voce, per rendere giustizia non soltanto a tutte quelle persone sparite nel nulla ma soprattutto per le tante nonne di Plaza Mayo che come Emilia sognano ancora di abbracciare i loro nipoti sottratti con violenza ed inganno. Bello, coinvolgente, da leggere. Voto: massimo

“A quei tempi le persone sparivano a migliaia, senza ragione apparente. Sparivano ambasciatori, amanti di capitani e ammiragli, proprietari di imprese che facevano gola ai generali. Sparivano operai all’uscita dalla fabbrica, contadini che lasciavano i trattori col motore acceso, morti che erano stati sepolti il giorno prima e le cui tombe venivano trovate vuote. Sparivano bambini dal ventre delle madri e sparivano madri dalla memoria dei figli. Alcuni ammalati che arrivavano in ospedale a mezzanotte, la mattina dopo non c’erano più. Capitava spesso che dai supermercati uscissero donne disperate, in cerca dei figli perduti tra i buchi neri degli scaffali. Alcuni, pochi, sarebbero riapparsi molti anni dopo, ma non erano gli stessi. Avevano altri nomi, altri genitori, e una storia che non era più la loro. E non sparivano solo le persone: fiumi, laghi, stazioni ferroviarie, città mezzo costruite svanivano nell’aria come se non fossero mai esistiti. Il saccheggio di quello che non c’era più e di quello che avrebbe potuto esserci non aveva mai fine.”

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Info Emy
Mi chiamo Emina. Vengo dalla Serbia però vivo in Italia dal settembre 2000. Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche ed ho un master in Studi Est-Europei. Per molto tempo ho cercato di trovare me stessa, la mia vocazione. Dal 2010 credo di averla finalmente trovata. La mia vera passione è sempre stata la scrittura. Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo "Il virus balcanico" in Serbia nel 2009, ho passato dei momenti bui. Più che altro si è trattato di una vera crisi esistenziale. Ora ho capito che la mia strada, oltre di quella di scrittrice che non abbandono, è il giornalismo. Lunga strada da percorrere ma importante è iniziare. E io l'ho già fatto. Ho collaborato per un anno e tre mesi con una rivista di lifestyle e moda di Belgrado. Dal luglio 2011 ad aprile 2012 ho collaborato con la rivista italiana online "Che donna". Dal febbraio 2012 fino all'estate del 2013 ho collaborato con un portale serbo dedicato alle donne, "Quello che le donne vogliono". A luglio 2012 sono arrivata a fare la giornalista per una rivista italo - americana, registrata a Tampa nella Florida, chiamata "Italian heritage magazine". Per un anno ho collaborato con l'associazione Trentino Balcani alla realizzazione del blog progetto "60 storie". Nel tempo libero cerco di scrivere il mio primo romanzo in italiano. Contenta e felice di quello che faccio. Andiamo avanti con sorriso, umiltà e felicità.

3 Responses to Libri: Purgatorio

  1. newwhitebear says:

    Come al solto bravissima nello scovare libri interessanti e nel recensirlim in maniera del tuto originale.
    Felice serata

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