Libri: Una famiglia quasi perfetta

Quanto mi piace iniziare l’anno nuovo con uno sconsiglio letterario! Eh, già, non mi capita spesso ma succede. A volte, nonostante tutta la buona volontà che uno possiede, persino un libro in voga al momento si può rivelare una vera e propria delusione.

Ho acquistato qualche mese fa, sulla scia di passaparola e alcuni commenti entusiasti, “Una famiglia quasi perfetta” di Jane Shemilt. Non arrivava però mai il suo turno. Essendo un thriller, così almeno era etichettato, aspettavo le ferie o i semplici momenti di relax per leggerlo. Armata di buoni propositi, ho iniziato la lettura ai primi di gennaio.

Pagina dopo pagina, mi sono trovata in mezzo di un dramma familiare molto coinvolgente e complesso. La storia porta il lettore in Inghilterra a conoscere una famiglia all’apparenza normale. Jenny e Ted, sono due medici stimati, con tre figli nell’età adolescenziale. Un lavoro appagante, che spesso li tiene lontano dagli affetti. Una bella casa. Un cane. Una famiglia a prima vista perfetta, almeno così sembra a Jenny fino a quando un fatto tragico non sconvolgerà la sua e la vita di ognuno di protagonisti. Una notte la figlia più piccola, Naomi, non rientra a casa. ii.Sparisce nel nulla. Dov’è? Chi l’ha portata via e dove? Tutto d’un tratto la perfetta ed armoniosa vita di Jenny si sgretola in un attimo. Convinta che qualcuno abbia fatto male alla ragazza, si mette sulle sue tracce, cercando gli indizi che potrebbero portare a Naomi. La bella, giovane e ribelle Naomi che più passa tempo si rende conto di non conoscere proprio.

Il racconto alterna due periodi: il presente, un anno dalla scomparsa irrisolta, e il passato, dal primo giorno, in cui Naomi saluta la madre prima di andare a una presentazione teatrale di cui è la protagonista, in poi. Non so se è stata la scelta azzeccata, a volte ci si perdeva nel seguire la storia. A tratti, alcuni passaggi, li ho trovati molto noiosi. I personaggi sono descritti bene, soprattuto nel profilo psicologico. Le emozioni sono palpabili; le angosce di genitori che non riescono a capire dove avevano sbagliato e non fanno che incolparsi a vicenda, i dubbi, le paure, i problemi adolescenziali che vivono i tre ragazzi. Vista la professione dell’autrice, non sorprende che i personaggi di due grandi medici siano descritti con dovizia di particolari, a mio avviso persino troppo dettagliati.

Eppure, c’era qualcosa in questo romanzo che non mi convinceva fino in fondo. Troppi fatti messi insieme, troppe analisi ma nessuna certezza. Nessuna logica. La scrittura, certo, è fluida, comprensibile. La struttura, anche se un po’ strana, spesso mi dava impressione di leggere una storia leggermente scombinata, non proprio attrattiva per una lettrice, come me, che si aspettava forse di più, molto di più. Una storia che sì ci fa setacciare nei minimi particolari la vita della coppia e dei ragazzi, ma non risponde alla domanda principale: cos’è successo veramente a Nomi la notte della sua scomparsa? Per non parlare del finale, troppo frettoloso, troppo aperto o poco veramente conclusivo. Nonostante, però, tutto, è anche un finale che mi è piaciuto, che ha saputo persino e inaspettatamente emozionarmi. Non credo che lo leggerei adesso, se potessi tornare indietro. I libri sono fatti per essere letti ma anche per restarci dentro nel tempo e “Una famiglia quasi perfetta”, purtroppo, non è uno di questi.

Chissà, a qualcuno piacerà. Qualcuno che l’ha già letto e apprezzato, sicuramente sarà in disaccordo con me. Pazienza o come si suol dire ‘De gustibus’. Non posso dire che mi sia piaciuto, ma nemmeno che sia un libro così brutto. C’è senza ombra di dubbio di peggio. Il mio voto, come al solito su una scala da uno a cinque, due e mezza.

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Info Emy
Mi chiamo Emina. Vengo dalla Serbia però vivo in Italia dal settembre 2000. Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche ed ho un master in Studi Est-Europei. Per molto tempo ho cercato di trovare me stessa, la mia vocazione. Dal 2010 credo di averla finalmente trovata. La mia vera passione è sempre stata la scrittura. Dopo aver pubblicato il mio primo romanzo "Il virus balcanico" in Serbia nel 2009, ho passato dei momenti bui. Più che altro si è trattato di una vera crisi esistenziale. Ora ho capito che la mia strada, oltre di quella di scrittrice che non abbandono, è il giornalismo. Lunga strada da percorrere ma importante è iniziare. E io l'ho già fatto. Ho collaborato per un anno e tre mesi con una rivista di lifestyle e moda di Belgrado. Dal luglio 2011 ad aprile 2012 ho collaborato con la rivista italiana online "Che donna". Dal febbraio 2012 fino all'estate del 2013 ho collaborato con un portale serbo dedicato alle donne, "Quello che le donne vogliono". A luglio 2012 sono arrivata a fare la giornalista per una rivista italo - americana, registrata a Tampa nella Florida, chiamata "Italian heritage magazine". Per un anno ho collaborato con l'associazione Trentino Balcani alla realizzazione del blog progetto "60 storie". Nel tempo libero cerco di scrivere il mio primo romanzo in italiano. Contenta e felice di quello che faccio. Andiamo avanti con sorriso, umiltà e felicità.

2 Responses to Libri: Una famiglia quasi perfetta

  1. newwhitebear says:

    Non conoscevo questo testo ma dalle tue parole ho compreso che è alquanto scarso nella storia a prescindere dal resto. Ultimamente mi è capitato di leggere diversi romanzi buoni fino alla soglia della parte conclusiva, che invece è scialba e frettolosa. Tanto per citarne uno, finito da poche settimane, Americanah, un librone tosto per numero di pagine, che ho apprezzato molto fino all’ultima parte quella conclusiva, dove invece testo e storia diventano scadenti.
    Sempre brava nel commentare i libri che leggi.
    Sereno pomeriggio
    Un abbraccio

  2. annaecamilla says:

    Un romanzo che ho apprezzato ma concordo con tutto quello che menzioni, un po’ scordinato!!!

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