Libri: La caduta

“La caduta”, di Giovanni Cocco, non è un libro che avrei scelto di mia spontanea volontà però partecipando a una lettura collettiva, mi sono lasciata portare dalla corrente e dopo averlo finito di leggere devo dire che sono felice di averlo fatto.

Giovanni Cocco, è uno scrittore all’apparenza pazzo ma ha saputo conquistarmi con la sua scrittura e la visione del mondo che coincide molto anche con la mia personale. È vero che, leggendo il prologo, mi aspettavo un altro tipo di romanzo, un altro tipo di storia. Spesso mi sono chiesta dove Cocco andasse a parare, e all’inizio è stata davvero dura ad entrare in sintonia con il racconto stesso. Ad un certo punto però, è stata una vera folgorazione. Era come se Cocco mi invitasse, da lettrice, a comporre un mosaico di umanità che lentamente sta cadendo a pezzi, un’umanità caduta in rovina per la colpa dell’uomo e delle sue azioni sbagliate.

Perché ho apprezzato l’autore del libro finalista al Premio Campiello 2013? Ha uno stile asciutto, con un’impronta giornalistica e una capacità straordinaria a mescolare la storia, i fatti realmente accaduti e la finzione. I personaggi, il romanzo è composto da vari episodi diversi tra loro e distanti nel tempo, a volte al limite di assurdo e troppo freddi per poterci entrare in un rapporto emotivo, eppure ognuno racconta una parte della storia dell’uomo moderno facendoci riflettere e parecchio. Gli argomenti trattati, dal terrorismo alle catastrofi naturali, dalla corruzione alla crisi economica, le misfatte mafiose, sono molto attuali e le vicende tristi che racconta scuotono ancora oggi le nostre coscienze.

“La caduta” è un piccolo puzzle, dei racconti brevi  legati da un filo invisibile con maestria di Cocco, che seppur può sembrare un matto da legare, ha una visione fin troppo realistica del mondo che ci circonda. A tratti può risultare noioso, c’erano parti che si potevano benissimo saltare. Sarà perché amo storia, sarà perché nella vita mi occupo di giornalismo, sarà perché sono un po’ matta anch’io, come Cocco, ma questo libro mi è piaciuto molto.

Anche se è in effetti un libro un po’ strano, ma c’era qualcosa di folgorante che mi ha toccato le corde giuste, che ha svegliato in me la voglia di approfondire la conoscenza di Cocco. Se non per altro per vedere se questa sua presunzione come scrittore e narratore, “La caduta” è solo la prima parte di un opera molto più ampia, può essere giustificata o meno. Io una chance gliela darei. Voto, da uno a 5, come faccio da solito, direi tre e mezzo.

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